Dolci

E inoltre . . .

Bussolano


Due parole:

Il Bussolano era il dolce tipico delle classi popolari.
E' una ciambella asciutta che, nella versione classica, era anche durissima, data l'assenza del lievito chimico, che oggi aggiunge un po' di morbidezza. E per la sua durezza si mangiava sempre accompagnato con il vino, spesso, addirittura, inzuppato nel vino.

Da quanto mi posso ricordare, e da quanto ho sentito, era il dolce tradizionale di Natale, insieme al sugolo.
Del resto era forse il dolce più ricco che molti potevano permettersi.

Vi do due versioni: prima quella 'classica', poi quella in uso oggi, una variante meno 'dura'.

Prima versione:

400 gr. di farina bianca, 150 gr. di zucchero, 150 gr. di grasso, due uova, aromi.

Si miscelano tutti gli ingredienti in una terrina. Il composto, relativamente asciutto, va impastato accuratamente.

Si forma una ciambella sulla piastra del forno, senza stampo, e si cuoce infornando a forno ben caldo (diciamo 175c) per 30-40 minuti.

Seconda versione:

400 gr. di farina bianca, 150 gr. di zucchero, 150 gr. di burro, due uova, 50 gr. di latte, aromi, lievito chimico.

Si monta il grasso con lo zucchero, si aggiungono i tuorli, uno per volta e poi la farina. Si aggiunge il latte: quanto basta per legare il tutto.
Alla fine si aggiungono gli albumi montati a neve.
Per la cottura si procede come sopra.

Note:

Come aroma si può scegliere ciò che si preferisce: il più diffuso era un bicchierino di liquore all'anice, ma va bene qualsiasi cosa (scorza di limone grattuggiata o vaniglina, ad esempio).

Parlando di grassi vale la pena di specificare che cosa intendo: oggi la proposta corrente è il burro, una volta era lo strutto e, prima ancora, quando anche lo strutto era un lusso, si usava il grasso che il cotechino liberava durante la cottura (e gli aromi delle spezie che condivano il cotechino erano l'unico profumo del dolce).