Dolci

E inoltre . . .

Caldidolci


Due parole:

Sono un dolce di pasticceria, molto rappresentativo comunque delle abitudini alimentari mantovane. Le basi sono infatti la farina di mais e il burro, in pratica una polenta dolce, condita ed aromatizzata.
I Caldidolci, caldi e morbidi, tipici del giorno dei morti, sono il dolce ideale per rinfrancarsi dopo i primi freddi dell'autunno e guardare con serenità all'inverno che arriva.

Ingredienti:

250 gr. farina gialla fioretto (la parte più fine), 1 l. latte, 1 dl. vino cotto, 100 gr. burro, 100 gr. pinoli, 100 gr. zucchero, scorza di limone grattugiata, cannella, 4 chiodi di garofano, un pizzico di sale

Esecuzione:

Far bollire il latte con tutti gli ingredienti tranne il fioretto.

Quando il latte bolle aggiungere la farina a pioggia, mescolando in continuazione, badando di non formare grumi.
Cuocere a fuoco lento per circa mezz'ora, sempre mescolando.

Far raffeddare la polentina dolce e formare, lavorando con le mani, palline della dimensione di una grossa albicocca, a cui andrà data la forma di una polpetta allungata.
Un avvertimento: le mani vanno bagnate in continuazione, per evitare che l'impasto si attacchi.

Si passano poi in forno medio per farli asciugare e perché prendano una leggera doratura.

Note:

Gli aromi (limone, cannella, garofano) e/o il vino cotto, a gusto, possono essere omessi. Li ho preparatiti in diverse versioni e sono comunque buoni. Io, ma tengo a sottolineare che è un punto di vista strettamente personale, li preferisco senza vino cotto.
Taluni aggiungono anche un etto e mezzo di uvetta all'impasto: è una aggiunta recente e, per me, superflua. Fate voi!

Chi li vende aggiunge anche un poco di farina bianca per legarli meglio, o, addirittura, li prepara con sola farina bianca.
Così facendo perde il gusto originale, dato dalla farina di mais, ed anche quella particolare sofficità che li rende così gradevoli.
Il solo miglioramento è una maggiore compattezza dell'impasto, ed una più facile lavorabilità. Vantaggi importanti per un artigiano che deve avere pochi scarti, e per cui il tempo di lavorazione è denaro. Ma in casa ... perché rinunciare al meglio?