Primi asciutti

E inoltre . . .

Caponsei


Due parole:

I caponsei sono il piatto tradizionale della sagra di Cereta, un paesino dell'alto mantovano.
Questo piatto deve il suo paricolare e gradevolissimo gusto al condimento ricco di erbe aromatiche, al punto da farmi considerare offensivo il sugo rosso che viene proposto in taluni ristoranti. Tanto più che nella cucina tradizionale mantovana il pomodoro è sconosciuto e il suo uso può, senza esitazione, considerarsi un'aggiunta degli ultimi anni.

La ricetta che propongo mi è stata fornita da Mina (non la cantante), una signora del posto che fino ai primi anni ottanta gestiva la locale edicola-tabaccheria-osteria.

Ingredienti:

Pane grattugiato q.b., due manciate di grana grattugiato, tre uova grandi o quattro piccole, due mestoli di brodo, burro, strutto, 2 spicchi d'aglio, noce moscata, pepe macinato.

Esecuzione:

Mescolare il pane (tre manciate possono andar bene per cominciare) con il burro e lo strutto fusi (non fritti), badando di far assorbire bene i grassi dal pane. Aggiungere sale, pepe, noce moscata, gli spicchi d'aglio schiacciati e mescolare bene.

Aggiungere il brodo caldo e mescolare, facendo attenzione ai grumi, poi aggiungere le uova e infine il grana. Se l'impasto è troppo morbido regolare la densità aggiungendo pane grattugiato (deve essere consistente ma non duro).

Con questo impasto formare degli gnocchetti cilindrici lunghi circa tre centimetri e del diametro di uno, uno e mezzo.

I caponsei si possono cuocere e servire in brodo. Ma sono veramente ottimi se cotti nell'acqua salata, scolati quando vengono a galla, e serviti asciutti, conditi con olio e burro, prezzemolo, cipolla, aglio, basilico, salvia e rosmarino leggermente soffritti.
In alternativa, per aromatizzare l'olio e il burro del condimento, si possono usare basilico, erba cipollina, maggiorana e prezzemolo.
O magari tutte queste erbe contemporaneamente!

Note:

Come un'altra ricetta che propongo (la mericonda), anche questa si basa su gnocchetti di pane legati con uovo e burro. Non vi ricorda tanto gli austriaci knodeln?