Dolci

E inoltre . . .

Fiapon


Due parole:

Il Fiapon è un altro dolce praticamente abbandonato: solo il nome è diventato proverbiale.
E' l'accrescitivo-dispregiativo del termine dialettale fiap: floscio, avvizzito.
Immagino si riferisca alla consistenza del dolce, estremamente morbida.
Probabilmente all'inizio era preparato con i resti della polenta ed è un dolce molto povero. Probabilmente, in tempi di scarsità endemica, era l'unico dolce disponibile in campagna.

Ingredienti:

Kg. 1 polenta fresca, 100 gr. zucchero, scorza di limone grattugiata, farina q.b., strutto per ungere la teglia.

Esecuzione:

Mescolare la polenta appena preparata con lo zucchero e la scorza di limone.
Appena la polenta è fredda abbastanza da poterla manipolare si aggiunge il quantitativo di farina bianca strettamente necessario a legare il tutto.

L'impasto si stende in una teglia formando uno strato alto circa due dita. Si cuoce a fuoco vivace e quando, dall'odore, sembra cotto, si taglia in otto spicchi che si voltano uno per uno, per completare la cottura sull'altro lato.

Si serve caldo con un po' di zucchero integrale.