Dolci

E inoltre . . .

Torta margherita


Due parole:

Fino agli anni '60 nelle campagne mantovane, ed anche in città la torta margherita veniva presentata dalla massaia con giusto orgoglio.
Questa torta era il dolce delle feste: a cominciare dalla Pasqua, di cui era il dolce per antonomasia, prima che il consumismo imponesse la colomba.
Orgoglio giustificato, dicevo, per la difficoltà di realizzare una torta soffice, asciutta e gustosa partendo solo da uova, fecola di patate e zucchero, senza lievito e senza burro.

Ingredienti:

8 uova, 200 gr. zucchero, 200 gr. fecola, vaniglina, il succo di mezzo limone

Esecuzione:

Montare molto a lungo i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una massa gonfia e cremosa (si parla di tempi fino a mezz'ora, lavorando a mano, regolatevi un po' voi). Si aggiungono gli aromi e si amalgamano con cura.

Si aggiungono poi gli albumi, montati a neve molto ferma, ed alla fine la fecola, fatta scendere lentamente, a pioggia, da un setaccio a maglie fini, per evitare grumi.

A questo punto basta infornare in uno stampo infarinato.
Quanto alla temperatura del forno ed alla durata della cottura non ho indicazioni precise; una volta veniva cotta nel forno da pane, penso quindi che una indicazione interessante possa essere il forno a 200 gradi e la prova dello stecchino, dopo una ventina di minuti di cottura.

Si serve, una volta raffreddata, ricoperta di zucchero al velo.

Note:

Esiste anche una Torta Paradiso, piuttosto simile, ma di più facile esecuzione e di più facile gusto (si usano lievito chimico e burro). Qui non l'ho riportata perché sarebbe stato praticamente un doppione e perché quella di più autentica tradizione mantovana è senza dubbio la Margherita.