Dolci

E inoltre . . .

Mirtol


Due parole:

Il Mirtol è un dolce praticamente dimenticato; io, per lo meno, non ne avevo mai sentito parlare.
Ne ho trovato traccia su un ottimo libro di ricette mantovane pubblicato quasi quarant'anni fa. Leggendo la ricetta ho avuto l'impressione che fosse effettivamente di origine popolare, e non una invenzione di fantasia.

Un signore nato nel 1910 mi ha detto che quando lui era bambino la madre preparava il Mirtol come dolce di Natale: vi passo la notizia così.
Non so quale fosse il dolce tradizionale delle feste inverali, ma per quanto conosco della mia città è senz'altro possibile.
D'altro canto l'assenza di uova e la sostituzione di una parte della farina bianca con la più economica farina di mais lo rende ancora più abbordabile del Bussolano.

Ingredienti:

320 gr. farina bianca, 160 gr. farina gialla fioretto (la parte più fina), 10 cl. olio o strutto, 100 gr. zucchero, un pizzico di sale, scorza grattuggiata di un limone, lievito chimico, latte q.b.

Esecuzione:

Si impastano bene tutti gli ingredienti, lasciando per ultimo il latte e regolandolo in modo da ottenere un impasto piuttosto morbido.

Il tutto si stende poi in una teglia unta con strutto, tenendolo alto circa due dita.
Infine si cuoce in forno ben caldo (diciamo 200).

Note:

La tradizione più recente consente di profumare il tutto con un bicchierino di liquore all'anice, se piace.

Mi diceva Clelia, un'amica, che secondo sua nonna, il Bussolano era duro, ed il Mirtol ancora di più.
Preparandolo ho infatti avuto l'impressione che il lievito sia un ingrediente aggiunto in seguito, per ingentilirlo.
La versione originale, per dare un minimo di friabilità prevedeva probabilmente la presenza del solo grasso.