Ricette della nonna

E inoltre . . .

Oca sotto grasso


Due parole:

Mia mamma mi raccontava che, quando lei era bambina, nei primi anni '30, sua nonna aveva, sopra la porta della cantina, dei piccoli orci di terracotta con dentro dei quarti di oca conservati sotto grasso.

Raccontava anche che sua nonna li prendeva e li buttava direttamente nell'acqua per farci il brodo, con tutto lo strutto che li rivestiva. Vi lascio immaginare il contenuto di grsso di quel brodo. Estremamente pregiato, dal punto di vista di mia bisnonna (classe 1859).

Purtroppo non ho la ricetta. Ho sempre pensato che fossero conservati crudi, anche se adesso ho qualche dubbio.
Come indicazione vi riporto una ricetta che ritengo molto vicina, da un libro di ricette Valdostane ("Cucina di tradizione della Valle D'Aosta" Priuli e Verlucca editori - www.priulieverlucca.com - 2003).

OCA E ANATRA CONSERVATE NEL GRASSO

Poteva capitare di disporre di un'oca o di un'anatra da conservare.
Sempre a La Thuile, si spiumava il volatile, si bruciavano i peli superstiti e si tagliava l'animale in pezzi abbastanza grossi.
Si levava tutto il grasso e lo si metteva a fondere in una pentola molto capace. Quando il grasso era fuso, si aggiungevano i pezzi salati e pepati e si lasciavano cuocere nel loro grasso.
Poi si levavano e si aggiustavano, ben compressi, in una terrina. Si faceva riscaldare il grasso e lo si versava nella terrina sui pezzi d'oca o di anatra cucinati.

Questa preparazione poteva essere conservata a lungo in cantina e serviva come antipasto nel giorni di festa.

Note:

Consideratela una curiosità non proporrei a nessuno questo brodo ;).