Secondi

E inoltre . . .

Secondi


Anche se i primi sono l'anima della cucina mantovana, non mancano tra i secondi le ricette tipiche ed i sapori caratteristici.
Il più noto è senza dubbio lo stracotto, anche se la preparazione più diffusa per la carne era senza dubbio il lesso, residuo dalla preparazione del brodo, magari accompagnato da qualche salsa.

Del resto, in tempi di fame generalizzata, a parte qualche frattaglia (come le trippe), la carne bovina non era certo l'alimento più diffuso. Tutto era utilizzato: le lumache, le rane, il pesce, le uova (con una grande fantasia di frittate) e naturalmente il formaggio (non per niente Mantova è una delle capitali del grana).

L'unico tipo di carne che venisse consumata con relativa frequenza era quella del maiale, allevato in casa, e quindi a bassissimo costo; dal maiale si ricavavano lardo, salami, salamelle e cotechini (di tutti parlo più in dettaglio nelle note, qui ricordo solo il gras pistà).

Un ultimo accenno merita la selvaggina, un tempo abbondante, ed a portata anche dei contadini più poveri (bastava prenderla), ma in questo campo non conosco ricette che si discostino da quelle diffuse un po' dovunque in Italia.